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Foto Gallery |
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Mostra di
Amdeo Galeffi |
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Rassegna
Stampa |
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Il
Pellegrino, il giornale della Festa al
Terzo Giorno, scrive di noi:
L'Osteria del Tondone
Dissertazione impudica sui cambiamenti
di destinazione d'uso e gusto |
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pdf |
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In uno spazio rinnovato,
accogliente ed elegante, che fu di un tempo non molto remoto
luogo di altri appetiti, si apre, per delibarne quello
gastronomico e, quello della assai più grande curiosità, per
la prima ed unica volta, al mondo artusiano, l'Osteria
del Tondone, che, non
per rima, ma propone sotto il cielo stellato, dopo qualche
acquazzone (che in questo 2009 di certo non è mancato), una
desueta dell'Artusi artefazione, per l'appunto il
Tondone.
Dopo un duro lavoro di ripristino
in quel locale ormai disuso, che fu dapprima legnaia, macello e
perfino luogo peccaminoso come sexyshop.....
e quale peccato si nasconde
nella gola ?!?!? ....
sito in via montegrappa al civico 6, una delle maggiori e
tradizionali location di ingresso alla manifestazione, grazie
alla collaborazione con la
Barcia Ristorazione,
si sono allestiti gli ambienti. Dalla fresca ambientazione
esterna, che come in un viale alberato, sono due filari di
tavoli ai lati, passando per la saletta con cucina a vista,
addobbata da una splendida mostra di pitture iper-realistiche
dell'amico Amedeo
Galeffi, fino alla più
intima e rilassante saletta del primo piano alimentata a soffusa
luce di candela, senza dimenticare l'atrio-loggetta con una
caratteristica esposizione di oggetti di ricercato antiquariato,
tra cui una splendida Lambretta e una collezione completa di
"vinili" di Frank Zappa (ricordate il mitico
fruscio della puntina sul vinile...?!?!? ndr), ed il tutto condito con un sottofondo
di musica live di effetto intimo e accogliente.
Lasciando la rima dei poeti e dei
letterati che all'inizio ci ha accompagnati, che ne hanno ben
più ragione, veniamo a spiegare che cosa è un Tondone, e dal
famoso libro citiamo:
Se non sapete cosa sia un
tondone, chiedetelo a Stenterello che ne mangia spesso perché
gli piace.
Stemperate la farina con la
detta acqua versata a poco per volta e salatela. Gettate questo
intriso in padella per cuocerlo in bianco con burro, olio o
lardo e quando è assodato da una parte voltatelo con un piatto
dall'altra, ed eccovi il tondone.
Ora pestatelo nel mortaio con
l'odore suddetto e rammorbiditelo con le uova: due a un tratto,
le altre quattro una alla volta con le chiare montate, lavorando
molto il composto. Friggetelo a cucchiaiate per ottener le
frittelle che, gonfiando molto, prendono l'aspetto di bombe.
Spolverizzatele di zucchero a velo.
Al composto potete unire,
piacendovi, grammi 100 di uva malaga, ma allora questa tenetela
prima in molle per ventiquattr'ore nell'acqua fresca e dopo
toglietele i semi. Potranno bastare per sei persone, o per
quattro se fate la metà della dose.
Ingredienti: Farina grammi 250
/ Uova 6 / Acqua decilitri 3 / Un pizzico di sale / Odore di
scorza di limone / Uva malaga / Noce di burro / Olio / Lardo /
Zucchero a velo. |
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